Servizi sociali e beni comuni: Accorinti presenta i “suoi”

Pubblicato Martedì, 04 Giugno 2013 19:21
Scritto da Redazione
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accorinti-renato-pace«Gli anziani rappresentano il nostro passato, sono la nostra saggezza e la nostra coscienza. Non possiamo pensare di trattarli come se fossero dei limoni, da spremere e poi da buttare via. Non lo permetteremo». Renato Accorinti, candidato sindaco del movimento “Cambiamo Messina dal basso” è da loro che vuole partire: dagli anziani, dai disabili, dai bambini, da coloro che, in una parola sola, definisce gli “ultimi”. Non certo perché meno importanti degli altri, ma perché, al contrario, si trovano nelle condizioni di non potersi difendere, di non avere gli strumenti adeguati per poterlo fare. Strumenti che, invece, l’amministrazione accorintiana intende mettere a portata di tutti, a portata del bene comune. A spiegare come,.ci hanno pensato, nel corso della conferenza di questa mattina, gli assessori designati alle politiche sociali e giovanili e all’’autogestione dei beni comuni e delle reti solidali, rispettivamente, Nino Mantineo e Patrizia Panarello. Il primo a prendere la parola è stato proprio l’ex-presidente del Cesv: «Prima di ogni altra cosa dobbiamo dotarci di cui mezzi, finanziari e di programmazione, che finora abbiamo ignorato o sprecato. Ovvero i fondi previsti dal Piano di zona. Troppi fondi sono stati sprecati o non utilizzati e non possiamo più permettercelo». Subito dopo voce al territorio: «I quartiere devono avere centralità nella nostra azione amministrativa – ha spiegato Mantineo – perché sono loro che conoscono bene le esigenze dei cittadini». Spazio poi alla creazione di una rete che coinvolga tutte le anime del sociale: associazionismo, volontariato, organismi religiosi: «Deve essere messo in atto un lavoro di squadra, insieme dobbiamo dare il nostro contribuito per migliorare le cose». A supervisionare l’operato dei diversi “attori” coinvolti nella grande opera sociale, una cabina di regia, che sia sede di confronto politico-sociale e in cui anche i sindacati abbiano un ruolo importante. Dal sociale ai beni comune, il passo è breve, perché breve, anzi complementare e l’attività che intende mettere in atto l’assessore Panarello, una “novella” della politica, cui spetterà guidare un assessorato altrettanto novello, vista l’assoluta novità rappresentata dai “beni comuni”.: «Guardare al bene comune vuole dire pensare al futuro e ai diritti della collettività, non più solo dei singoli. Alla base di questo nostro progetto, c’è un’idea di città come forma di vita comune». Da attuarsi come? «Prevediamo tre livelli di progettazione: favorire interconnessioni traversali a più settore con la creazione di reti urbane solidali; a livello intermedio favorire affinità e collaborazione tra diversi ambiti ed intervento,ed in ultimo, a livello più specifico, favorire  l’autogestioni dei beni». Il cui utilizzo, verrà essere regolamentato attraverso apposita delibera. Così come lo saranno le consulte di associazioni, istituite dall’assessorato, cui corrisponderanno altrettanto macro aree di intervento (sanità, sociale, cultura…). Per Accorinti, dunque, il cambiamento di Messina dal basso, non potrà che avvenire attraverso un assessorato, avente appunto come obiettivo l’interesse collettivo, che farà da cabina di regia fra tutte gli altri “rami” della macchina amministrativa. Che mai, per il candidato sindaco, dovranno diventare rami secchi.