Default Palazzo Zanca, tempo di confronto tra Croce e i candidati sindaco

Pubblicato Martedì, 04 Giugno 2013 08:29
Scritto da Redazione
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candidati-sindaco6bisOrmai da mesi, da dopo, cioè, l’insediamento del commissario straordinario Luigi Croce (avvenuto nel mese di settembre 2012), Palazzo Zanca è “straziato” dall’amletico dubbio “dissesto sì dissesto no”. Ne ha parlato la politica, ne hanno parlato le forze sociali, ne ha parlato la città e, naturalmente, adesso ne parlano i candidati alla poltrona più alta del “palazzaccio”. Uno dei più agguerriti affinché lo stato di default non venga dichiarato è, senza dubbio, il candidato di Nuova Alleanza Gianfranco Scoglio che, insieme all’argomento ponte, ha fatto della questione finanziaria uno dei cavalli di battaglia della sua campagna elettorale. “Complice”, ovviamente, la buona conoscenza di certi meccanismi della macchina amministrativa. Altrettanto convinto della possibilità di evitare il default anche il candidato di centro sinistra, Felice Calabrò, negli ultimi giorni supportato dal presidente della Regione, Rosario Crocetta e dall’assessore regionale al bilancio, Luca Bianche (ieri in città), ma anche Vincenzo Garofalo, papabile primo cittadino del centro destra. Più “tiepide” le posizioni dei “restanti”, Renato Accorinti, Alessandro Tinaglia e Maria Cristina Sajia. Al di là, tuttavia, dei singoli punti di vista, domani, sembra che  tutti i succitati, prenderanno parte  all’incontro, invocato a più riprese proprio da Scoglio, con il commisssario Croce che, come si sa, nelle ultime settimane sembra aver “accelerato” sull’ipotesi di dissesto, inviando al Corte dei conti una nota di “avvertimento”, in cui si evidenziano le difficoltà “architettoniche” del piano decennale di riequilibrio a causa della bocciatura (e da parte del consiglio e da parte del collegio dei revisori dei conti del Comune) del contratto di servizio con l’Amam, punto nodale, come si sa, dell’intero documento “salva comune”. Domani, quindi, appuntamento importante all’interno dell’ufficio del commissario, terminato il quale, Croce da un lato e i candidati dall’altro, si spera e si pensa forniscano una versione unica sulle intenzioni da portare avanti. Anche perché, ed è questo uno degli aspetti su cui puntano alcuni candidati, il futuro sindaco avrà 20 giorni di tempo per stabilire “correzioni” al piano di riequilibrio decennale e sottoporlo nuovamente all’attenzione del Ministero e della Corte dei Conti, cui spetterà il giudizio finale sul futuro, economico e amministrativo di Messina.