Giorgia Meloni in città per Enzo Garofalo: «Una persona perbene»

Pubblicato Lunedì, 03 Giugno 2013 20:01
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«Ci tenevo molto ad essere presente per dare il mio sostegno al nostro candidato, Enzo Garofalo, una persona veramente per bene». Ha parlato così, questo pomeriggio, dal palco della saletta Visconti, la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che nonostante la non perfette condizioni di salute non ha voluto saltare l’appuntamento in riva allo Stretto: «Quando prendo un impegno – ha affermato in apertura – mi piace sempre mantenerlo. Non amo fare come quei politici che all’ultimo momento fanno un passo indietro». Per la sorella d’Italia, sorella “maggiore” di un baby partito fondato appena 40 giorni prima delle politiche di febbraio con il “gigante” Guido Crosetto e il baffuto Ignazio La Russo, «le amministrative rappresentano il vero potere democratico, perché gli elettori scelgono tutto: il sindaco, i consiglieri comunali, i rappresentanti di quartiere». Tutto ciò che, invece, non è stato possibile a fare a livello nazionale causa “Porcellum”, la legge elettorale cui la Meloni non ha risparmiato dure e prevedibili critiche. A precedere l’intervento della giovane deputata, che fra le varie esperienze vanta anche l’incarico, a soli 29 anni, di vice presidente della Camera, i coordinatori cittadini di Fratelli d’Italia (Giuseppe Sottile, Gaetano Nanì, Francesco Merlo), ma soprattutto il candidato sindaco Enzo Garofalo: «Mi fa sempre grande piacere parlare di Giorgia perché rappresenta il simbolo dei giovani. Un volto positivo da cui tutti dovrebbero prendere esempio». Volgendo uno sguardo alla tornata elettorale del 9 e 10 giungo, Garofalo, nell’evidenziare l’importanza dell’appoggio che, a livello locale, Fratelli d’Italia ha deciso di offrire alla coalizione dei centro destra, non manca di far riferimento allo strumento delle primarie: «Giorgia lo sa bene – ha spiegato – abbiamo scelto di non farle non perché avessimo paura, ma perché riteniamo che possano rappresentare un elemento di divisione all’interno del partito. Ciò che è accaduto al Pd, sia a livello nazionale che messinese, ne è la conferma». Per l’ex-presidente dell’Autorità Portuale, il «prossimo sindaco deve aprire le porte del palazzo, la sua azione amministrativa dev’essere il più trasparente possibile agli occhi dei cittadini». Garofalo ha poi colto l’occasione per avanzare alcune precisazioni sulle «grandi promesse», lanciate venerdì sera dall’auditorium del Palacultura dal presidente della Regione, Rosario Crocetta, giunto in città per “sponsorizzare” la candidatura di Felice Calabrò: «Si è parlato di aereoporto, si è fatto riferimento ai famosi 40 milioni che la Regione concederà per evitare il dissesto. Tante belle parole: peccato però che al momento l’unica cosa concreta è stato l’aumento dei canoni demaniali del 600%». Una “stoccata” decisa e precisa quella lanciata da Garofalo, che, in caso di vittoria, intende partire dalle piccole cose «per rendere Messina la bella donna di un tempo. Una donna che da troppo tempo, per responsabilità addebitabili non solo a se stessa, è trascurata e si trascura. E’ arrivato il tempo che torni a vestire gli abiti più belli». Da una donna, in senso metaforicoa, a una donna in carne e ossa, Giorgia Meloni, invitata poi da Garofalo a salire sul palco. Ad accoglierne l’ingresso le note dell’inno di Mameli. Dopo un’ampia e dettagliata premessa sulla situazione politica italiana e sul ruolo di forza d’opposizione che Fratelli d’Italia ha deciso di ricoprire rispetto al governo Letta «è stata una scelta di coerenza verso i nostri elettori», la Meloni si è quindi rivolta direttamente ai messinesi: «Non vi chiedo di andare a votare, certo fate anche quello e votate per noi – ha affermato strappando i sorridi della platea – vi chiedo, soprattutto, di accompagnare Enzo Garofalo in questo percorso. Solo stando insieme è possibile raggiungere dei risultati concreti». Le ultime parole, Giorgia Meloni le riserva alla speranza: «La situazione che stiamo vivendo è molto simile a quella del dopoguerra. I nostri nonni, però, avevano ciò che a noi in questo momento manca: la voglia e la fiducia di credere che le cose possano cambiare. Non smettete di avere speranza, perché la speranza è la benzina del mondo».