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MILAZZO. Isgrò:"Recupero dello scheletro del Capodoglio, una delle imprese più straordinarie delle mia vita"

 

balmil2Recupero dello scheletro del Capodoglio, una delle imprese più straordinarie delle mia vita che voglio dedicare a un amico speciale: Francesco Vece. Ora vi spiego il perchè.

 

L’11 Luglio 2017, a soli 18 giorni dallo spiaggiamento del Capodoglio - scrive Carmelo Isgrò - ho pensato che fosse giusto portare in salvo lo scheletro (sotto l'egida del conservatore del Museo della fauna dell'Universitá di Messina) prima che una mareggiata in arrivo disperdesse per sempre tutti i pezzi, vanificando la sua morte. L’enorme quantità di carne in decomposizione aveva reso l’acqua torbida, oleosa e putrida; la puzza si sentiva anche a centinaia di metri di distanza. Mi sono comunque immerso (con la muta) e ho scarnificato e pulito le ossa, passandole sulla barca a Paolo Vece (che mi vuole bene e mi ha seguito in questa impresa assurda xD). Al nostro ritorno, ci attendevano tre amici che ci hanno aiutato a caricarlo sul camioncino: Antonio TorreGiancarlo Torre e Francesco Vece, che come al solito mi ha sfottuto affettuosamente con le sue battute ironiche. Con Francesco abbiamo così passato quell’inverosimile serata, l'ultima, perchè il giorno dopo un terribile incidente in motorino l'avrebbe portato via, ma solo fisicamente, non dal nostro cuore.
E io sogno, sogno… sogno di vedere un giorno- conclude Isgrò -  lo scheletro esposto a Milazzo, in un bel museo, con tutti i bambini che guardano meravigliati l'enorme Capodoglio “Siso”, soprannome con cui noi amici chiamavamo affettuosamente Francesco e che propongo di utilizzare per battezzare il Capodoglio recuperato.


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