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Si conclude il percorso all’interno del gruppo DeM e della maggioranza per il consigliere Foti

 

fotiPenso che in politica arrivino momenti - si evidenzia nella nota stampa - nei quali serva chiarezza. Lo dobbiamo non solo a noi stessi ma, per chi ricopre ruoli istituzionali, in questo caso Consigliere comunale, lo dobbiamo soprattutto, alla città e ai cittadini, evitando di dare all’esterno immagini in chiaroscuro o ambigue. Ambiguità che non mi appartiene. Il mio campo è quello della sinistra e lavorerò sempre per avere un centro sinistra milazzese compatto, unito e che riesca a costruire una visione di città e del territorio radicalmente alternativa alle destre. Partendo dai temi della tutela del patrimonio storico e architettonico, della portualità, del risanamento ambientale, della mobilità sostenibile, della riqualificazione dei quartieri della periferia e della tutela della sanità locale. Ambiente, lavoro e salute, questioni che si intrecciano tra loro e che sono stati frutto di numerosi confronti, in primo luogo con il Sindaco Giovanni Formica. Una sinistra cittadina che va riconnessa con la realtà, troppo spesso dispersa e balbettante a causa di lotte intestine ventennali che ne hanno pregiudicato la sua vivacità e il suo ruolo primario di elaborazione politica.

Milazzo vive una fase delicatissima, non solo sul piano amministrativo (si sono avvicendati nel corso degli ultimi anni ben due dissesti finanziari) ma soprattutto sul piano economico e sociale. Una città frantumata nel suo tessuto connettivo, una città nella quale le distanze tra noi stessi si acuiscono sempre più. Mondi e realtà che dovrebbero camminare insieme al contrario si allontanano l’uno dall’altro. Una frantumazione che necessita una vera ricomposizione. Un mosaico che andrebbe ricostruito. Ma questo è possibile solo con le pratiche della buona politica, del suo primato e del confronto.

Caro Sindaco e cari colleghi Consiglieri, in questi due anni ho cercato di portare avanti i punti centrali del programma elettorale, parte dei quale scritti di mio pugno in una delle tante notti di primavera del 2015.

Ho scelto di dedicarmi alla mia città perché penso che Milazzo merita questo e non il disimpegno. Orde di giovani, di miei coetanei, hanno fatto legittimamente scelte diverse e la speranza non può che essere un giorno vederli tornare qui, formati, in grado di rialzare le sorti e il destino di questa città che merita prospettive diverse e un futuro radioso.

Milazzo è obbligata a diventare il fulcro e il punto di riferimento non solo dell’intero comprensorio della fascia tirrenica ma anche dell’intera provincia di Messina e oserei dire di quest’isola meravigliosa che ci ospita qual è la Sicilia.

Ma siamo indietro. Tanti “treni” nel corso degli anni abbiamo perso, tante opportunità. Milazzo ha l’obbligo di autodeterminarsi perché ne ha le qualità e le caratteristiche, evitando, anche in vista delle prossime elezioni regionali, di tirare la volata ai soliti “padri nobili” che venendo in città sono già pronti a millantare e a promettere “castelli di sabbia”. D’altronde cosa possiamo aspettarci da una deputazione regionale e nazionale che non ha fatto altro che “terra bruciata e macerie”.
Dalla questione Ospedale, all’Autorità Portuale, passando dall’Inceneritore, per finire all’Agenzia delle Entrate, al Giudice di Pace ecc. Ma l’elenco potrebbe essere ancora lungo.

Ringraziandovi per avermi concesso questo preambolo ritengo adesso sia giusto focalizzare l’attenzione sugli ultimi accadimenti e sulle polemiche degli ultimi giorni.

Si avverte ormai quasi come un dato inconfutabile l’esigenza da parte del Sindaco di chiarire gli equilibri interni alla maggioranza. Si è parlato, infatti, di “geografia”. Sono pienamente d’accordo anche se questa accelerazione la comprendo fino ad un certo punto, in quanto le differenze andrebbero rimarcate caso per caso. Vedi per esempio la questione migranti dove, sono stato l’unico della compagine di maggioranza, ad aver difeso come Lei un principio sacrosanto che è quello del diritto all’accoglienza. Senza dimenticare i passaggi sull’approvazione della Delibera di Dissesto Finanziario e dell’Ipotesi di Bilancio Stabilmente Riequilibrato.

Molte, troppe le divergenze sui temi nevralgici- prosegue la nota -  Una maggioranza talmente eterogena che mostra difficolta ad avere una visione d’insieme globale nel rispetto delle differenze che sono più che legittime. Differenze profonde che il sottoscritto ha cercato di limare ma che progressivamente si sono evidenziate nel corso di questi due anni. Sensibilità e storie politiche profondamente e radicalmente diverse alle quali non si può non tener conto. Un dibattito e un confronto sull’opportunità o meno di aprire ad una piattaforma più ampia era nato persino durante la campagna elettorale.
Naturalmente non ho nulla sul piano umano e personale. Anzi stima e affetto con tutti, con i quali sono e resto profondamente legato. Ho scelto di sposare il programma, il progetto politico e la persona Giovanni Formica Sindaco. Scelta che rivendico con orgoglio e che, se tornassi indietro, rifarei nuovamente senza pensarci.

Anche la scelta di aderire ad Articolo 1, dopo il referendum del 4 dicembre, mi ha portato ad aprire una riflessione seria sulla costruzione di una piattaforma politica alternativa al Partito Democratico, al Governo Crocetta e alla forze politiche che l’hanno retto. Un approccio di metodo che non può non avere delle ricadute sull’attuale “geografia consiliare”. Penso sia doveroso, dopo questi 5 anni di Governo Regionale marcare una forte e radicale discontinuità, unico percorso possibile per impedire il riemergere del centro destra evitando di consegnare al populismo del M5S il governo della Sicilia.

Caro Sindaco siamo stati descritti come l’” Amministrazione del Semplice”, direi anche banalizzati in questo quadro di un confronto delirante. Le parole sono importanti. Continuo a credere in questa parola, ma non perché amministrare sia semplice. Amministrare la macchina comunale è un esercizio decisamente complesso che richiede una preparazione di un certo spessore, cosa che a Lei non manca. Per me “semplice” aveva un significato ben preciso. La semplicità di riscoprire la politica come ascolto. Un atto rivoluzionario in questi tempi bui. La semplicità di aprire nuove relazioni, nuove forme di collaborazione. La semplicità di chiudere con l’autoreferenzialità e con i “sultanati”. La semplicità di aprire una rete di uomini e donne protagonisti di un progetto politico condiviso in grado di riportare Milazzo a quota zero, cercare di renderla una città normale. La semplicità di mettere il cittadino di Milazzo nelle condizioni di poter fruire liberamente dei propri spazi vitali. Per me “semplice” rappresentava l’umiltà di chi voleva metter al centro del progetto politico l’essenza primaria della partecipazione e della condivisione, di chi voleva confrontarsi con le realtà migliori di questa città. L’umiltà di aprire quindi una nuova stagione politica.
Dobbiamo dirlo con estrema franchezza. Nulla di tutto ciò è avvenuto. E non mi sento di colpevolizzare né Lei, caro Sindaco, né nessuno di voi. Anche il sottoscritto si assume la sua fetta di responsabilità ponendosi su una base di riflessione critica. È chiaro tuttavia che lo scheletro e l’impostazione originaria vacilla profondamente.

Altro aspetto non secondario è rappresentato dal percorso all’interno del gruppo DeM. Un grande lavoro e sforzo di elaborazione è stato portato avanti nel corso di questi due anni. Un gruppo che non ha fatto mancare la sua voce sui temi nevralgici non solo della città ma anche del comprensorio, approfondendo passo dopo passo le varie questioni amministrative. Un gruppo che è diventato un punto di riferimento per tantissimi cittadini.
L’assenza per motivi di salute del compagno De Gaetano, mi ha dato l’onore e l’onere di svolgere di fatto la funzione di capogruppo. Funzione che ho cercato di svolgere nel miglior modo possibile al netto degli errori che ognuno di noi commette. Un lavoro quello del gruppo al quale ho cercato di dare una proiezione esterna al Consiglio Comunale. Ma qualcosa non ha più funzionato. Gli ultimi avvicendamenti interni al gruppo, andavano dal mio punto di vista approfonditi maggiormente, avviando una riflessione e un confronto serio tra di noi. Quelle che erano delle semplici differenze iniziali, quelle che erano delle piccole differenze di vedute, nel corso del tempo sono diventate differenze sostanziali portando di fatto ad una spaccatura profonda che, per quanto mi riguarda, risulta ormai inconciliabile.

Comunico e formalizzo quindi l’uscita dal Gruppo DeM per approdare al Gruppo Misto consiliare. Una scelta di chiarezza, nei confronti dell’intero Consiglio Comunale e della città.

Più volte ho ribadito la necessità di riscrivere un nuovo patto con la città, soprattutto dopo l’approvazione del Dissesto Finanziario. Mettere al centro quattro, cinque punti programmatici sui quali concentrarsi, il primo dei quali non può che essere il risanamento economico dell’ente, un punto sul quale è possibile trovare terreno fertile su cui confrontarci. Ma serve una discontinuità rilanciando un’azione politica in città e riconnettendo un filone di confronto in questo momento assente.

In questi anni ho difeso ciò che di buono questa amministrazione ha cercato di realizzare tra mille difficoltà e che non è trasparito all’esterno per assenza di comunicazione, ponendo le giuste riflessioni critiche quando ero in disaccordo. Ma sempre e solo sul terreno della politica, senza mai cadere sul piano personale. E l’ho fatto nel luogo deputato: il Consiglio comunale organo sovrano, di indirizzo politico e di controllo.

Caro Sindaco sono stato eletto per rendere un servizio positivo alla mia comunità come tutti noi. La mia forma mentis non è e non sarà mai l’opposizione sterile, ostruzionistica e strumentale fine a stessa.

Da qui in avanti ci misureremo e ci confronteremo in Consiglio nel merito delle questioni; proposta dopo proposta, atto dopo atto, delibera dopo delibera. Senza pregiudizi, senza posizioni precostituite ma mettendo sempre al centro la città, lo sviluppo e la crescita del comprensorio milazzese.

Il sottoscritto continuerà a confrontarsi sulle varie questioni, insieme alle realtà cittadine che l’hanno sostenuto e con quelle che hanno avuto la bontà di avvicinarsi apprezzando il lavoro fin qui portato avanti e condiviso con il civico consesso. Ma anche con coloro che hanno posto delle riflessioni critiche e che vanno ascoltate con attenzione.

Rivolgo infine un appello alle forze politiche presenti in aula, al Presidente del Consiglio, affinché si lavori insieme ad abbassare i toni dello scontro ormai fuori controllo, nel rispetto delle istituzioni che tutti noi rappresentiamo. Lo ripeto ancora una voltaconclude la nota -  La comunità milazzese è decisamente migliore della canea social che la rappresenta. Cerchiamo di rendere, nel rispetto delle posizioni reciproche e differenti, un buon servizio alla comunità, perché anche le parole hanno un peso e come tale producono effetti. Per questo invito a riflettere e a ritornare nel merito delle questioni, anche scontrandoci, sulla base dei principi democratici che noi tutti abbiamo il dovere di seguire.

Chiudo con una citazione. La democrazia non è uno sport da spettatori: se tutti stanno a guardare e nessuno partecipa, non funziona più.

Antonio Foti - Consigliere comunale di Milazzo

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