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Raccolta e smaltimento rifiuti, due messinesi su tre nn paga, pronti 30 mila avvisi ai contribuenti

 

comune messina1Stiamo per inviare circa 30 mila avvisi ai contribuenti fantasma cioè a quelli non presenti nella banca dati del com

Il sindaco Cateno De Luca, insieme all’esperto comunale per le Politiche Informatiche Roberto Cicala, al dirigente il dipartimento Servizi Tributari Antonino Cama, a Pippo Lombardo e Mariagrazia Interdonato rispettivamente presidente e componente il CdA della MessinaServizi spa, ha illustrato oggi a Palazzo Zanca l’attività accertativa sulla TARI, la tassa sui rifiuti. “Sulla base dello studio – ha dichiarato il sindaco De Luca - che abbiamo approvato ad agosto dell’anno scorso che, per alcuni versi poteva sembrare un sospetto, trattandosi allora di dati statistici e quindi di una previsione sui criteri data scape che riguardano l’elaborazione di questi studi, si è portato avanti un lavoro certosino. A distanza di 15 mesi si è capito il dato relativo all’evasione dei principali tributi, ne abbiamo appurato effettivamente la portata, la natura e l’incidenza. Il dato che oggi emerge, fondamentalmente conclamato, ci dà uno spaccato per quanto riguarda la TARI, inquietante perché non è quella percentuale che si presupponeva, cioè una media di un 40/50 %, ma come vedremo nel dettaglio, l’evasione secondo le tipologie che andiamo ad affrontare supera il 65 %. Il messaggio purtroppo è molto semplice: un terzo della città paga, due terzi non pagano, però ovviamente la cittadinanza pretende che il servizio sia efficiente. In questo tipo di analisi partiamo dai cosiddetti evasori fantasmi, cioè soggetti mai stati inseriti nella banca dati, circa il 32 per cento come valore di evasione e parliamo di contribuenti importanti. La suddivisione è stata effettuata tra utenza domestica e non, ed il valore allo stato attuale dell’evasione derivante da contribuenti fantasma sfiora i 15 milioni di euro annui. Attenzione a questo passaggio perché è questa azione di contrasto all’evasione che porta all’abbassamento della tariffa, poiché secondo la tipologia di contribuenti non esistenti nella banca dati, mai accertati, che incidono sul valore complessivo dell’aliquota, è matematico che se ho un costo di cento e lo divido per 50 soggetti si ha un risultato, se divido per 30 soggetti se ne ha un altro. Il costo medio per nucleo familiare a Messina è di gran lunga superiore al costo medio nazionale; la media infatti a Messina è pari a 402 euro a famiglia di tre persone per 100 metri quadrati, mentre nella media nazionale è 295 euro. Ecco il paradosso, si paga di più e si ottiene un servizio sotto la media. Questa è stata la prima attività sulla quale ci siamo concentrati. L’altra parte dell’evasione è quella classica, di cui si discute sempre e per cui si è portato avanti semplicemente un lavoro a spanne e che riguarda il famoso recupero che ogni anno ha portato a qualche milione di recupero sul passato e sul quale noi invece siamo concentrati, e riguarda l’altro 30 per cento circa di contribuenti, che pur presenti nella banca dati non effettua la commissione di versamento. Questo lavoro si è concretizzato con numeri importanti che fanno emergere un’evasione totale dei contribuenti fantasma che sono 29.472 per un importo totale di quasi 15 milioni di euro l’anno. Entro lunedì prossimo saranno inviati circa trentamila inviti perentori e definitivi a soggetti che devono regolarizzare la loro posizione, presentando l’autodenuncia e ovviamente pagando sei anni di imposta. Se ciò non avviene nei termini prescritti, scatterà una sanzione di 500 euro in aggiunta a quanto dovrà essere pagato come imposta, interessi e sanzioni. Grazie alla gestione oculata del CdA di MessinaServizi sono stati realizzati investimenti di una certa entità. La scelta strategica è puntare ad elevare il livello di risultato del servizio, diminuendo i costi e aumentando la platea dei contribuenti. Il nostro obiettivo nel 2021 è ridurre la tariffa del 30 %”. A seguito dell’iniziale studio effettuato ad agosto 2018 e dopo aver avviato la costituzione della banca dati unica dei tributi comunali, approfondendo lo studio del 2018, emerge che, in riferimento all’utenza domestica, il numero di omesse dichiarazioni TARI è 22.558 (13.382 residenti e 9.176 non residenti) per un importo da accertare per omessa dichiarazione pari a 7.566.178 euro, e in riferimento all’utenza non domestica, il numero di omesse dichiarazioni TARI è 6.914 (2.289 commercio e 4.625 servizi) per una previsione di quota evasa pari a 6.912.146. Il numero totale di omesse dichiarazioni TARI è 29.472 per un importo pari a 14.478.324, che rappresenta il 32,5 % del totale dei costi. Questo importo si riferisce ad ogni anno di imposta, quindi il recupero che dovrà essere effettuato sarà per il numero di sei anni non ancora prescritti per un totale di 86.869.944 euro. Come già riportato nella relazione del Sindaco a questi importi, che andranno a credito per le tariffe dei prossimi anni, bisogna aggiungere le sanzioni e gli interessi per tutte le annualità da accertare per un totale di 22.500.000 di euro. Le utenze già accertate dalla società MessinaServizi Bene Comune, nell’attività di consegna dei contenitori/mastelli della raccolta differenziata, sono 2.720 domestiche non iscritte TARI e 1.740 non domestiche non iscritte TARI. Al 30/10/2019 gli utenti iscritti alla tassa sui rifiuti sono 106.715 (immobili 119.457); per uso domestico 99.875 utenti, di cui 86.495 residenti e 13.380 non residenti, e per uso non domestico 6.840, di cui 3.306 per il commercio e 3.533 per i servizi.

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