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Nuova rete ospedaliera in Sicilia, le riflessioni dell' on Picciolo

PICCIOLO 1Basta veramente poco a percepire quando l'interesse primario è il bene comune per il proprio territorio, per la propria comunità ma sopratutto per la nostra Sicilia senza limitarsi a 'periodi' o scadenze elettorali, ma al senso di responsabilità del proprio mandato, questo si evince da alcune riflessioni scritte in una nota stampa dall' on. Giuseppe Picciolo di Sicilia Futura che riportiamo  di seguito:"Quando una casa sta bruciando i pompieri prima salvano la vita agli occupanti e poi se possibile le suppellettili. Ovvero - si legge nella nota stampa- se la Sanità Siciliana stava affondando per gli ultimi venti anni di mala gestione puramente clientelare e dissennata nella scelta di garantire i doppioni non funzionanti a tutti, oggi abbiamo dovuto, con coraggio e dignità, dapprima mettere in sicurezza il sistema della Sicilia tutta, che stava bruciando e scoppiando sotto gli occhi di tutti, in ognuna nelle nove provincie senza creare guerre tra poveri ( perché in ogni provincia purtroppo avevamo 8 casi analoghi a Barcellona) e poi ci potremo e ci dovremo occupare dei singoli ospedali penalizzati da salvare.... costi quel che costi. Questo il senso del voto della Commissione. Ovvero responsabilità e poi senso di appartenenza territoriale. È facile criticare facendo finta oggi di stare alla finestra a guardare l'incendio appiccato anni prima. Quando si farà un dibattito pubblico vorrò chiedere a Santi Formica perché oltre dieci anni fa sia stato accettata, nel silenzio totale, la lenta spoliazione del Cutroni Zodda che ha portato gli utenti a dover abbandonare man mano il proprio ospedale portandolo a numeri da PTE territoriale ( nonostante le buone professionalità presenti ed operanti ) . Io non facevo politica...ma lui dove era? Era distratto da altri ruoli politici più importanti per il territorio? Era impegnato a salvare l'apparenza di un Ospedale bocciato giorno dopo giorno dai suoi concittadini che si curavano giustamente altrove? I numeri sanitari purtroppo parlano chiaro e non si possono mistificare. Anno dopo anno il Cutroni ha perso là sua naturale utenza nella più totale indifferenza di chi aveva saldamente il timone politico territoriale della nave. Oggi è possibile solo tentare di rilanciare e dopo aver messo in sicurezza la salute dei cittadini potenziando enormemente il pronto soccorso territoriale ( oggi Milazzo) ed azzerando le liste di attesa, prima di tutto con il raddoppio immediato del personale e delle infrastrutture, iniziare una guerra romana e palermitana ( con in testa il Sindaco) per ottenere la rinascita del Cutroni su basi nuove di qualità ed efficienza. Dovremo crederci almeno noi!
Altrimenti lo avrebbero trasformato chiudendo in un novello ' Ospedale Margherita ' di Messina che da anni attende, in mezzo all'abbandono più totale, i fondi per la sua riutilizzazione. Oggi ancora per Barcellona l'ospedale è aperto ed operante ed ha una sua funzione e nei prossimi anni c'è una speranza reale anche con l'impegno, arduo ma leale, del nostro Gruppo politico barcellonese di scommettersi per far risorgere dalle ceneri di anni di cattiva gestione il loro ospedale senza mettere limiti alla capacità di chi di loro vorrà provarci pubblicamente e senza divisioni strumentali o peggio basse speculazioni elettoralistiche strabiche e ( scandaloso!!)senza memoria storica. Io sarò al loro fianco sempre e comunque." 

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