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Indotto Centrale A2a: Fim, Fiom, e Union proclamano lo stato d’ agitazione

Stato d’agitazione dei lavoratori dell’indotto A2a proclamato dai sindacati Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil. Lavoratori e sindacati rivendicano l’immediata riassunzione di tutti i licenziati per fine appalto, ormai più di un anno fa.

«Non è accettabile – sostengono Giuseppe Crisafulli della Fim Cisl, Daniele David della Fiom Cgil e Pasquale Rizzo della Uilm Uil - che le aziende appaltatrici di un impianto industriale come la centrale elettrica agiscano al di fuori di ogni responsabilità sociale in un territorio che ha pagato un prezzo importante per quella produzione e che pretende il mantenimento dei livelli occupazionali fino all’ultimo posto di lavoro».

Il riassorbimento del personale era stato indicato e concordato in un incontro in Prefettura attraverso la definizione di criteri indicati dalla committente. 

«Vogliamo – continuano i sindacalisti – denunciare che quel percorso non è stato completato e che, nella sua articolazione, ha visto un massiccio ricorso a contratti precari che non assicurano alcuna garanzia sulla qualità degli stessi livelli occupazionali impegnati nell’indotto metalmeccanico».

In questo senso Fim, Fiom e Uil chiedono innanzitutto alla committente A2A ed a tutti i livelli istituzionali di intervenire a tutela dei lavoratori coinvolti segnalando che «sugli operai rimasti fuori dalla centrale si gioca una partita che investe il sistema delle relazioni sindacali, conquistato con importanti mobilitazioni dai lavoratori di quell’impianto e che qualche azienda appaltatrice vive invece con particolare insofferenza».

Oggi l’assemblea ha aperto una nuova fase di mobilitazione, innanzitutto proclamando lo stato di agitazione del personale dell’indotto e che si articolerà in tutte le forme necessarie ad ottenere il rientro immediato di tutti gli operai nel loro posto di lavoro».

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