Logo Sito New

Taormina. Arriva anche Fiorello nella sua amata Sicilia

Fiorello TaorminaE' tornato da qualche giorno nella sua amata terra il "nostro" Fiorello fotografato

Il Pd Sicilia batte cassa

Crocetta-e-LupoIn base al regolamento finanziario del Pd, tutti i parlamentari ed i rappresentanti di Governo sono tenuti versare il 10 per cento dell’indennità percepita al Partito.

Crocetta e i suoi assessori, dal momento dell'insediamento, non hanno mai versato un solo cent. Dovrebbero pagare dunque 9 mesi di contribuzione, pari a 13 mila e 500 euro (1.500 euro a mese). 

Tra i morosi, oltre a Crocetta, figurano l'assessore all'Economia Luca Bianchi e i colleghi Mariella Lo Bello (Territorio), Nino Bartolotta (Infrastrutture) e Nelli Scilabra (Formazione), ma anche Fabrizio Ferrandelli, Pippo Laccoto e Gianfranco Vullo.

Leggi tutto...

Anomalie nei comunicati stampa, la Procura apre un'inchiesta su Crocetta

crocetta-rosario-arsLa procura di Palermo ha aperto un’inchiesta sull’invio sistematico di comunicati stampa da parte dei rappresentanti della Giunta regionale.

Sono “privi di firma o firmati da persone non iscritte all’albo dei giornalisti, fra i quali ci sono gli stessi esponenti politici, burocrati regionali e impiegati, che curano in prima persona i rapporti con gli organi di informazione, ignorando del tutto le funzioni e le specificità degli uffici stampa, previsti per legge”, sostengono l’Ordine e l’Associazione siciliana della stampa.

 

Voto di scambio,6 anni a Antinoro

tribunale-palermoLa corte d'appello di Palermo ha condannato a sei anni l'eurodeputato del Pid Antonello Antinoro, imputato di voto di scambio aggravato e che in primo grado, per un'ipotesi non aggravata dall'agevolazione della mafia, si era visto infliggere 2 anni e 2 mesi. Secondo l'accusa, nelle elezioni regionali del 2008, Antinoro avrebbe comprato alcuni voti da esponenti mafiosi. La corte, riformando la prima sentenza, ha riconosciuto l'aggravante e ha disposto l'interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Province. La Consulta boccia il taglio, ma in Sicilia l'iter continua

consultaLa Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della riforma e del riordino delle Province, previsti nel decreto Salva-Italia con la riduzione degli enti in base a criteri di estensione e di numerosità della popolazione. Secondo la Consulta, «il decreto-legge, atto destinato a fronteggiare casi straordinari di necessità e urgenza, è strumento normativo non utilizzabile per realizzare una riforma organica e di sistema quale quella prevista dalle norme censurate nel presente giudizio». Per questo motivo, si legge in una nota, la Corte costituzionale nella camera di consiglio di mercoledì 3 «ha dichiarato l'illegittimità costituzionale» di diversi articoli della rif

Leggi tutto...

cincotta2

  1. Video
  2. Foto