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L' Anim ha organizzato una escursione geo-paleontologica sui monti Nebrodi e Peloritani

aniumesL’ANISN, Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali sez. di Messina, costituita da docenti, appassionati e cultori di discipline scientifiche sostiene, da sempre, gli sforzi di rinnovamento per migliorare la qualità dell’istruzione puntando sulla formazione e sulla cultura scientifica degli studenti. 

Dal 2003 ad oggi,  presidente dell’associazione, è stata designata la prof.ssa Domenica Lucchesi, che, grazie al suo notevole contributo, ha appoggiato la partecipazione a progetti importanti quali Piano ISS-Insegnare Scienze Sperimentali, Programma SID, Olimpiadi delle Scienze, Olimpiadi Internazionali di Biologia, Olimpiadi Internazionali di Scienze della Terra, Giochi delle Scienze sperimentali,  Darwin Day etc.

In data 17 aprile 2016  l’ Associazione, al fine di  osservare e studiare le meravigliose diversità della natura che vanno ricercate, sia nelle conquiste della genetica e della biologia molecolare, sia  nelle rocce e nei paesaggi del territorio, ha organizzato, grazie al contributo del Prof. Antonino Rindone, un’escursione  geo-paleontologica sui monti Nebrodi e Peloritani,  per far conoscere i giacimenti ittiolitici mesozoici della Sicilia Nord-Orientale, affioranti nei comuni di Floresta, Malvagna, Montalbano Elicona e Raccuja. In tali depositi fossiliferi è contenuta una interessante ittiofauna marina del Cretaceo Superiore, conosciuta in letteratura come “Ittiofauna cenomaniana di Floresta-Messina“. 

La visita di questi luoghi svela il fascino di un mondo perduto risalente a tanti milioni di anni fa e suscita curiosità e incredulità su come queste formazioni geologiche dal continente africano siano potute arrivare sino a noi. Punto di partenza è stata l’area in cui ricade l’ex discarica di rifiuti solidi urbani di Malvagna, dove è stato possibile osservare un pacchetto di strati argillosi grigio-scuri e neri, meglio noti col termine di Black-Shales (argille friabili nere). In sequenza è stato osservato il vicino  Vulcanetto di Mojo, dove  si è notata una parete basale del cono vulcanico messa a nudo da una frana recente. 

L’inquadramento geologico del territorio, oggetto di studio, è stato molto importante ed è stato affrontato in maniera attenta dal Prof Palmiro Mannino. Proseguendo verso Raccuja è stato esaminato un altro affioramento di Black-Shales. In tale sito il gruppo si è cimentato nella ricerca di reperti fossili o di tracce organiche,  sotto la guida esperta dei soci Prof Rindone e prof Mannino.  Si è ripartiti alla volta di  Montalbano Elicona facendo anche  una sosta  sulla strada provinciale Polverello-Montalbano Elicona per  osservare il Monte Castellazzo, con la sua serie tettonica costituita dal basso verso l’alto dal Flysch di Capo D’Orlando (Chattiano-Burdigaliano inferiore), dalle Argille Scagliose Antisicilidi (Cretaceo sup.) e dalle Calcareniti di Floresta (Burdigaliano superiore-Langhiano). Il percorso naturalistico si è concluso con la sosta alla  Fontana del Mirizzo (o Merizzo). Una serie di poster esplicativi, preparati appositamente dal Prof. Rindone, hanno illustrato dettagliatamente la storia e l’evoluzione di questi affioramenti che rappresentano uno dei più importanti paleositi per lo studio delle ittiofaune cenomaniano-turoniane. L’esposizione dei risultati ottenuti dalle ricerche in corso, ha riscontrato molto interesse e curiosità tra i presenti. Interazione, confronto scientifico e non ultima la condivisione  goliardica, tra i docenti, sono stati determinanti per la buona riuscita dell’iniziativa.

L’arrivo a Montalbano Elicona, classificato come il Borgo più bello d’Italia 2015, ha concluso la mattinata con la sosta in piazza, presso un ristoranterinomato,  dove si è consumato un pranzo  molto gradito all’intero gruppo a base di prodotti tipici che sono l’espressione della grande e variegata valenza del territorio.

Nelle prime ore pomeridiane, alla guida attenta ed entusiasta del Dott. Nicola D’Amico, il gruppo si è spostato, con partenza dalla piazza Maria SS. della Provvidenza, al Centro Storico Medievale, per giungere alla prima tappa presso il portale barocco della Famiglia Messina, monumento nazionale e pregevole esempio di barocco nebroideo su roccia arenaria. Il secondo punto di interesse storico-architettonico è stata la Chiesa romanica dedicata a Santa Caterina d' Alessandria d' Egitto. L'itinerario è proseguito lungo il versante sud-ovest e nord- ovest del castello-fortezza del 1233, altro monumento nazionale, voluto dallo  "Stupor Mundi",  Federico II l'Imperatore svevo e per ultimo il Palazzo Reale preferito dalpronipote Re Federico II d'Aragona, noto anche come Re Federico III  "il Grande". E' seguito un intermezzo floreale con l’osservazione di alcune orchidee italiche, Orchis italica, detta omini nudi o omino nudo, per poi raggiungere, osservando la Chiesa Madre e Basilica Minore di San Nicola, il Belvedere Portello godendo del panorama con la vista a nord delle Isole Eolie e a nord-est con la piana e Capo Milazzo. Seguendo alcune caratteristiche  vinelle si è percorso il versante orientale del centro storico per ritornare al punto di partenza e concludere la visita, avendo tutti i partecipanti, la conferma del meritato riconoscimento attribuito a Montalbano Elicona, come il borgo più bello d’Italia -2015.  

La prof.ssa Lucchesi  a conclusione dell’intervista ha messo in evidenza il messaggio fondamentale che si intende trasmettere  e che è  parte integrante della vita del docente ricercatore: la condivisione e la diffusione  dei risultati delle proprie ricerche, per poter garantire al meglio la riproducibilità delle informazioni e migliorare la qualità dell’apprendimento sperimentale supportato dai dati scientifici. 

Con l’escursione del 17 aprile si riprende un’attività che, anche se sostenuta da sempre dalla sezione ANISN di Messina, negli ultimi anni aveva subito un sensibile rallentamento. Si ritiene che è molto importante proseguire su questa direttiva condivisa, sia per l’importanza scientifica che l’esperienza in campo sottolinea, sia per la ricaduta nella comunicazione e nell’insegnamento. L’applicazione della didattica sperimentale quale approfondimento metodologico e disciplinare è la visione aggiornata dell’approccio formativo, che si deve avvalere  della necessaria interazione multidisciplinare tra studiosi, impiegando le risorse della sezione e del territorio.

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