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Operazione Predominio. I DETTAGLI: arrestati anche cinque ex collaboratori di giustizia, puntavano a “riprendere il controllo del territorio”

polizzz333Cinque ex collaboratori di giustizia avevano ricostituito un agguerrito clan dopo essere usciti dal programma di protezione. Le indagini della squadra mobile della città dello stretto, coordinate dal procuratore Maurizio de Lucia, hanno bloccato una pericolosa riorganizzazione. 

Intercettazioni e pedinamenti della Mobile diretta da Antonio Sfameni raccontano che gli ex pentiti non avevano interrotto i contatti con i clan. “Puntavano a riprendere il controllo del territorio”, spiegano gli investigatori. 

IL COMUNICATO STAMPA:

Già dalle prime luci dell’alba, decine di operatori della Polizia di Stato sono impegnati in un’operazione antimafia che ha portato all’arresto di 14 persone, tra esponenti di spicco e fiancheggiatori appartenenti aduepericolosissimi sodalizi criminaliin larga parte tra loro sovrapponibili,dediti, tra le altre azioni delittuose, all’estorsione e al narcotraffico. 

L’operazione di polizia in argomento costituisce epilogo delle più recenti indagini condotte dalla Squadra Mobile e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina. 

All’esito di una complessa attività investigativa – avviata nel luglio 2018 e protrattasi sino al marzo del 2019 –è stato possibile rilevare l’intento di alcuni ex collaboratori di giustizia i quali, una volta rientrati in città, si erano adoperati, in forma stabile ed associata, al fine di riaffermarsi nel panorama criminale locale, guadagnando un proprio spazio nel campo del traffico e spaccio di stupefacenti nonché attraverso l’intimidazione e l’estorsione. 

Nel corso dell’indagine numerosi sono stati gli episodi di spaccio di droghe accertati ed è stato anche rilevato il possesso di armi da parte di alcuni degli indagati e ciò a chiara riprova della pericolosità di tali compagini criminali.  

I dettagli dell’azione di polizia giudiziaria saranno forniti nel corso di una conferenza stampache si terrà nei locali della Questura di Messina per le ore 11,00 di oggi 20 dicembre 2019. Presenzierannoil Procuratore Antimafia Dr. Maurizio De Luciaed il Questore Dr. Vito Calvino.   

NOMI E VIDEO DEGLI ARRESTI : 

www.poliziadistato.it/pressarea/Share/link/af72016e-230f-11ea-aded-736d736f6674

www.poliziadistato.it/pressarea/Share/link/7e575db4-2313-11ea-84c6-736d736f6674

  1. Nelle notte appena trascorsa, decineoperatori dellaPolizia di Stato stati impegnati in un’ampia azione antimafia che ha portato all’arresto di 14persone.

L’operazione, convenzionalmente denominata “Predominio”, rappresenta l’epilogo delle più recenti indagini condotte dalla Squadra Mobile e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina, su una pericolosissima compagine delinquenziale mafiosa dedita all’estorsione edal traffico di sostanze stupefacenti e per lo più operante nel quartiere popolare cittadino di Giostra”.

Le indagini hanno confermato – anche attraverso ilcollegamento investigativo tra diversi procedimenti penali -l’ipotesi di una riorganizzazione sul territorio di Messina di alcuni ex collaboratori di giustizia, i quali, non solo hannoripristinato i contatti con la criminalità organizzata di provenienza, ma si muovevano in un’ottica di nuovo controllo del territorio in contrasto con i gruppi tradizionali. 

Tra tali soggetti, particolare rilievo riveste la figura di GALLETTA Nicolail quale, oltre ad avere formato un proprio gruppo di riferimento unitamente all’ex collaboratore BARBERA Gaetano, avente le caratteristiche dell’associazione di stampo mafioso, nel quale rivestono un ruolo di primo piano anche gli ex collaboratori di giustizia PIETROPAOLO Pasquale BONAFFINI Salvatore,  ha costituito, insieme ai predetti  Pietropaolo e Bonaffini, un fiorente sodalizio dedito al traffico di sostanze stupefacenti che, ancorché dotato di autonomia strutturale e organizzativa rispetto alla quasi speculare associazione mafiosa svolge, in una prospettiva strategica unitaria, la funzione di finanziamento del complessivo progetto criminoso e di ausilio al consolidamento del controllo del territorio

Le investigazioni, avviate nel luglio 2018 e protrattesi sino al marzo del 2019, sono state sviluppate attraverso la combinazione di una serrata attività tecnica di intercettazione di comunicazioni telefoniche ed ambientali, servizi tecnico-dinamici sul territorio, analisi di tabulati riscontri ad alcune dichiarazioni di collaboratori di giustizia

All’esito di tale complessa attività investigativa affiorava un quadro generale particolarmente allarmante in quanto alcuni ex collaboratori di giustizia, tornati a dimorare in città, avendo ripristinato i legami con la criminalità organizzata di provenienza, si riorganizzavano nel territorio messinese con il chiaro intento di riaffermare una posizione di egemonia nel panorama criminale e ponendosi talvolta in contrasto con i gruppi tradizionali già operanti ovvero in rapporto con essi di vicendevole convenienza.

Gli approfondimenti investigativi, invero, traevano originaria genesida tre gravi episodi delittuosi avvenuti in città ai danni dei componenti del nucleo familiare degli  ARRIGO:il primo avvenuto il 29 aprile 2016 e gli altri due,contemporaneamente, nella giornata del 25 gennaio 2017.

In seguito, traendo impulso dagli sviluppi delle indagini inizialmente condotte sugli agguati cui si è accennato, veniva in evidenza una quanto maisospetta fitta rete di rapporti fra l’ex collaboratore di giustizia GALLETTA NicolaPIETROPAOLO Pasquale e BONAFFINI Salvatore, questi ultimi due anch’essi ex collaboratori di giustizia.

I predetti, ultimato il loro percorso di collaborazione con la giustizia, erano tornati in città, stabilendovi i propri interessiprincipali.Tra costoro e fin da subito, ilGALLETTA Nicola assumeva un ruolo di preminenza, promuovendo, dirigendo edorganizzando, unitamente alBARBERAGaetano, una cellula criminale mafiosa cui aderivano anche BARBERAVincenzoPIETROPAOLO PasqualeBONAFFINI Salvatore MACELI Cosimo.

Al fine di riaffermarsi nel panorama criminale messinese, il GALLETTA promuoveva incontri e riunioni. È in data29 agosto 2018 che, presso un locale di ristorazione del centro, si registrava un vero e proprio summittra gli ex collaboratori ed altri noti individui del contestodelinquenziale messinese.

Come anticipato, la generale azione della “nuovacellula criminale mafiosa era proiettata verso la riconquista di un proprio spazio nella Provincia messinese, imponendosi soprattutto attraverso l’estorsione e il traffico degli stupefacenti. 

Il potenziale delinquenziale di questa nuova cellula che faceva capo ai citati ex collaboratori era comprovato dalla capacità di intimidire ed imporre le proprie decisioni e dalla piena disponibilità di armi da parte di alcuni dei suoi componenti. Infatti, nel corso delle indagini, è risultato che BONAFFINI Salvatore e BARBERA Gaetanodetenevano, ognuno all’interno della propria abitazione, una pistola con relativo munizionamento.

Altre armi da fuoco – secondo le intercettazioni – risultavano nella disponibilità di GALLETTA NicolaMACELI Cosimo e STRACUZZI Antonino.

Quanto detto consente di avere contezza della capacità di intimidazione che era in grado di esprimere l’organismo criminale scoperto con le investigazioni. Nell’esercizio dell’azione di riconquista del territorio, attraverso danneggiamenti ed atti intimidatori, può inquadrarsi una vicenda estorsiva che accadeva nel gennaio di quest’anno e in cui risultavano direttamente coinvolti CUTÈ GiuseppeGALLETTA Nicola BARBERA Gaetano.

Ai predetti era infatti attribuibile un’estorsione, aggravata dal metodo mafiosocommessa in danno del titolare di un’Associazione Sportiva Dilettantistica e Culturale messinese. Quest’ultimo era costretto a versare parte della propria liquidazione e minacciato affinché si dimettesse dalla carica ricoperta presso la citata Associazione Culturale. 

  1. Macore business dell’organizzazione malavitosa degli ex collaboratori di giustizia era rappresentato dal traffico delle sostanze stupefacenti.

Questo redditizio “settore” vedeva impegnati, in forma stabile ed associata, GALLETTA NicolaBONAFFINI SalvatorePIETROPAOLO Pasquale,MACELI Cosimo e BELLISSIMA Orazio. I componenti di detto nucleo criminale intrattenevano rapporti con singoli spacciatori,provvedendo a fornire loro la droga – cocaina e marijuana – da immettere sul mercato cittadino e soddisfare così le esigenze dei consumatori locali.

Numerosi erano gli episodi di cessione di stupefacenti accertati e documentati nel corso dell’indagine ed attribuiti anche ad altri individui colpiti anch’essi dalla misura cautelare. Quindi, a rispondere di spaccio di stupefacenti sono chiamatiALLERUZZO AlbertoALLERUZZO MicheleARRIGO Angelo,BARBERA Vincenzo,BRIGANDÌ Stellario,IENI Giovanni.

Condividendo l’imponente quadro indiziario raccolto dagli investigatori della Squadra Mobile, la Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Messina, nella persona dei Pubblici Ministeri titolari delle indagini, richiedeva ed otteneva – dal competente Giudice per le Indagini Preliminari – la misura cautelare del massimo rigore per 13 indagati e quella degli arresti domiciliari per il quattordicesimo

Il provvedimento cautelare restrittivo della libertà personale emesso a carico di detti indagati dell’Operazione convenzionalmente denominataPredominio” è stato eseguito

con rintraccio etraduzione in carcere nei confronti di:
1. ALLERUZZO Alberto, cl. ‘81;
2. ALLERUZZO Michelecl. ‘82;
3. ARRIGO Angelocl. ‘88;
4. BARBERA Vincenzo, cl. ‘68;
5. BELLISSIMA Orazio,cl. ‘58;
6. BRIGANDÌ Stellariocl. ‘67;
7. GALLETTA Nicolacl. ’67già collaboratore di giustizia;
8. MACELI Cosimo, cl. ‘64;
9. PIETROPAOLO Pasqualecl. ’69già collaboratore di giustizia;
10. STRACUZZI Antoninocl. ‘74 già collaboratore di giustizia;
con notifica presso l’Istituto di Pena ove erano già ristretti per altra causa nei confronti di:
11. BARBERA Gaetano, cl. ‘70, già collaboratore di giustizia;
12. BONAFFINI Salvatore, cl. 72, già collaboratore di giustizia;
13. CUTÈ Giuseppe, cl. ‘80;
con rintraccio esottoposizione agli arresti domiciliari per:
14. IENI Giovanni, cl. ’71.

Per portare a termine l’azione di rintraccio e cattura dei destinatari del provvedimento restrittivo in parola, la Squadra Mobile si è avvalsa della collaborazione di equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine della Sicilia Occidentale di Palermo, di personale della Polizia degli Istituti di Pena ove si trovavano già ristretti alcuni soggetti e delle Squadre Mobili di Catania e Pescara.

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